Timidezza nei bambini: non è sempre facile riconoscerla

Non è difficile trovarsi al cospetto di bambini più o meno timidi, il difficile è capire se si è difronte al problema della timidezza nei bambini, individuarla non è facile quanto sembra, e spesso gli adulti commettono errori di valutazione scambiando la tranquillità di un bambino per timidezza.

Spesso l’errore che commettono gli adulti è credere che ci si trovi di fronte ad un bambino timido perché meno incline ad avventurarsi in attività come fanno altri bambini, o di credere erroneamente che un bambino non è timido perché iper irrequieto. Sono altri i segnali che possono consentire di capire se ci si trova al cospetto di un bambino timido, l’osservazione attenta per scoprirlo è doverosa, ma bisogna anche sapere come fare per capire se un bimbo è timido o no.

Come riconoscere la timidezza nei bambini?

Di solito un bimbo che è timido tende a sfuggire ed evitare qualsiasi contatto sociale, nessuno o quasi escluso. Questa tendenza, può essere riscontrata sia in bambini vispi che più tranquilli, cosa che avalla la tesi che mostra come sia difficile notare e riconoscere la timidezza. Nel caso ci si trovi ad osservare questo comportamento nel proprio bambino, si deve verificare se tale svogliatezza di avere rapporti sociali, sia accompagnata da sintomi diversi come la mancanza di appetito, stati di ansia, disturbi nel sonno o nella concentrazione.

Per riconoscere un bambino timido non bisogno dunque osservare il grado di tranquillità che mostra a casa o a scuola, ma bisogna osservare determinati comportamenti che possono presentarsi sia quando il bimbo è più vispo che quando è più tranquillo. Un bambino timido tende ad avere sonni disturbati, spesso parla nel sonno, spesso sogna ciò che non riesce a fare durante il giorno e ciò comunica che il bambino vorrebbe fare determinate attività ma non ci riesce perché bloccato dalla timidezza.

Quali sono i campanelli d’allarme della timidezza?

Se vuoi capire se tuo figlio soffre di timidezza, puoi osservare i seguenti campanelli d’allarme che se presenti in modo combinato, possono far presagire una difficoltà a relazionarsi:

  • Comportamento sfuggente
  • Tendenza ad estraniarsi
  • Svogliatezza
  • Poco appetito
  • Ansia e irrequietezza nei soggetti tranquilli
  • Disturbi del sonno
  • Mancanza di attenzione

Notando uno solo di questi comportamenti del bambino, si potrebbe trovare difronte ad altri tipi di mancanze o a situazioni passeggere legate a determinati eventi. Osservando più di uno di questi comportamenti insieme, invece al 90% ci si trova dinanzi ad un bambino timido che cerca inconsciamente di chiedere aiuto nel superare il proprio blocco psicologico. Se noti che tuo figlio non mangia, evita di giocare in cortile con gli amichetti, si sveglia durante la notte, sembra ansioso e sempre pensieroso, probabilmente ti trovi davanti ad uno stato di timidezza più o meno grave verso il quale vanno presi provvedimenti.

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