Come funziona la cessione del quinto

I lavoratori dipendenti e i pensionati che vogliono chiedere un prestito senza la finalizzazione, quindi privo di obbligo di giustificazione della spesa e da rimborsare nel tempo in modo comodo, possono optare per la cessione del quinto (non ci sono grossi problemi nemmeno sei poi vieni licenziato con la cessione del quinto). Se ne sente parlare molto, ma spesso non si sa come funziona la cessione del quinto. In questo articolo si sviluppano i diversi elementi, così da spiegare dettagliatamente le modalità del mutuo e far comprendere la convenienza rispetto ad altri finanziamenti personali. Le caratteristiche principali del mutuo sono certamente il tasso fisso che permette di avere un costo certo per tutta la durata del contratto e il pagamento delle rate attraverso il salario o la pensione mensile. L’onere delle scadenze non sarà in capo al richiedente, bensì al suo datore di lavoro oppure all’ente previdenziale. Si avranno le trattenute in busta paga o sul cedolino e la cifra andrà dall’azienda o dall’Inps direttamente all’istituto di credito che ha erogato il prestito. Il nome della formula deriva dalla normativa, che consente, come limite massimo, di cedere il 20% della cifra netta mensile dello stipendio o della pensione. Ci sono eccezioni che permettono di raddoppiare la quota, ma per usufruire dell’opportunità bisogna sottoscrivere il contratto di cessione del quinto e anche un contratto di delega del pagamento. Si tratta di casi particolari che devono essere valutati con attenzione. L’opportunità di usufruire della cessione del quinto non è certamente per tutti, soprattutto perché bisogna dimostrare di avere un’entrata certa, stabile e continuativa nel tempo, quindi, eccezion fatta per i pensionati, ci vuole un contratto di lavoro.

Per sapere come funziona la cessione del quinto bisogna necessariamente definire chi può avanzare l’istanza. A beneficiare della cessione del quinto sono i dipendenti pubblici e statali, i dipendenti privati e i pensionati. Per i lavoratori ci vuole un contratto a tempo indeterminato e si deve anche possedere una certa anzianità lavorativa, che dipende dalle condizioni e dai criteri posti dalla compagnia assicurativa che fornisce la polizza obbligatoria integrata con il prestito. Normalmente ci vuole comunque qualche mese di lavoro. Anche l’azienda in cui si svolge l’attività deve soddisfare alcuni requisiti. Si tratta di avere almeno 16 dipendenti, un certo capitale sociale e altre garanzie che possono essere richieste dalla banca o dalla finanziaria. In termini di garanzie, però, ci sono altri elementi da conoscere. Non serve presentare un garante o avere immobili e renditi, ma servono lo stipendio, il Trattamento di Fine Rapporto maturato o la pensione. Sono la certezza per l’istituto di credito di riuscire a recuperare il capitale erogato. Poi c’è l’obbligo dell’assicurazione sul rischio vita, infortunio e perdita del lavoro. Se non dovesse bastare il TFR, qualora di perda l’occupazione, l’eccedenza verrebbe coperta dalla polizza assicurativa. Il premio da pagare per l’assicurazione viene direttamente inserito nella rata e viene trattenuto dall’ente finanziatore, che provvederà ad accreditare una somma da cui saranno detratte le spese. Una volta firmato il contratto, il dipendente non può chiedere alcun anticipo sul trattamento di fine rapporto, perché vincolato per l’eventuale utilizzo a copertura del debito residuo.

L’utilizzo della cessione del quinto riserva alcuni vantaggi, tra cui il fatto che essendo un’operazione creditizia garantita assicura una certa flessibilità nel valutare le istanze. L’esistenza dei requisiti permette al richiedente di avere una risposta affermativa e il datore di lavoro o l’ente previdenziale sono tenuti ad accettare la trattenuta e il compito di onorare le scadenze. I pagamenti delle rate diventano così automatici, mentre le garanzie sono una vera e propria sicurezza per la banca o per la finanziaria, quindi si possono contenere i tassi di interessi e concedere finanziamenti anche a chi in precedenza ha avuto difficoltà nell’onorare i pagamenti oppure è stato protestato. A seconda della retribuzione o della pensione percepita dipende la somma massima ottenibile, ma generalmente si può arrivare anche a importi di una certa importanza. A contribuire ad innalzare il livello è certamente anche l’anzianità di lavoro. Per sapere come funziona la cessione del quinto è bene anche approfondire i contenuti del contratto, in modo da fare le verifiche prima della sottoscrizione. La legge indica quali debbano essere gli elementi da riportare nel documento: il tasso di interesse applicato; i costi di gestione, gli oneri, le more, i bolli; l’importo del finanziamento e le modalità di erogazione; il numero, gli importi e le scadenze delle rate; il tasso annuo effettivo globale inclusivo quindi di tutti gli oneri accessori; le condizioni per cui possono intervenire modifiche ai tassi; gli importi degli oneri che dovessero eventualmente esulare dal tasso globale, come ad esempio i costi dell’estinzione anticipata o del prolungamento del mutuo; le garanzie richieste; le coperture assicurative.

Per ottenere il finanziamento e consentire alla banca o alla finanziaria di verificare il possesso dei requisiti da parte del richiedente ci vogliono alcuni documenti. Oltre al modulo da compilare per consegnare l’istanza alla banca, si deve produrre ulteriore documentazione, variabile a seconda della categoria in cui rientra chi fa la domanda. Si devono fornire i dati anagrafici e personali con la copia della carta d’identità e del codice fiscale, quindi vanno esibiti: il certificato di stipendio per i lavoratori con la finalità di indicare la posizione lavorativa e l’ammontare dello stipendio netto; il TFR maturato, sempre per i dipendenti, indicando eventuali trattenute e pignoramenti; l’ultima busta paga per i lavoratori o l’ultimo cedolino della pensione per i pensionati; il benestare dell’azienda o dell’ente previdenziale che si assume la responsabilità di effettuare i pagamenti nel rispetto delle scadenze. Quest’ultimo documento viene richiesto dall’ente erogatore del finanziamento direttamente all’azienda o all’ente previdenziale. Si richiederà inoltre all’interessato di firmare una delega per il datore di lavoro di prelevare l’importo della rata ogni mese dalla retribuzione. Se si dovessero verificare dei ritardi nel pagamento, indipendentemente dalla causa, andranno aggiunti gli interessi di mora, come riportato nel contratto, il cui importo è stabilito in sede contrattuale. Se invece, per i lavoratori, venisse meno lo stipendio, oppure fosse ridotto, la banca o la finanziaria potranno considerare la risoluzione dell’accordo, quindi il richiedente si ritroverà a dover coprire il debito residuo attraverso il TFR e per l’eccedenza con la polizza assicurativa. Come funziona la cessione del quinto circa l’importo finanziabile?

A determinare l’ammontare massimo del mutuo sono principalmente tre elementi: gli anni di anzianità lavorativa, il trattamento di fine rapporto maturato e l’importo dello stipendio o della pensione. Chiaramente sono tutti in relazione tra loro e l’aumento di un dato corrisponde l’aumento degli altri, così da elevare il livello della somma ottenibile. Anche le garanzie saranno più ampie. Considerando che la rata mensile non può superare il quinto della retribuzione o della pensione, più alto è l’importo e più facile sarà sopportare la rata da pagare per la restituzione del prestito ricevuto. L’ultimo aspetto da esaminare riguarda le condizioni contrattuali. Sul mercato ci sono moltissimi prodotti finanziari a disposizione, quindi bisogna fare dei confronti e scegliere in maniera consapevole quello più adatto alle proprie esigenze. Come funziona la cessione del quinto? Attraverso le condizioni si può capire quale sia il miglior prestito. Si devono valutare: il Tasso Annuo Nominale che include i guadagni della banca o della finanziaria; le spese di gestione, avvio e chiusura del finanziamento; le spese per la polizza assicurativa; le commissioni bancarie e per l’eventuale intermediazione; il Tasso Annuo Effettivo Globale, che comprende tutte le spese e gli interessi, nonché imposte e bolli applicati dallo Stato per l’operazione finanziaria. La legge impone che tutti questi dati siano presenti e vanno tutti controllati per conoscere esattamente gli importi relativi ai costi di restituzione della somma ricevuta. Servono a decidere quale sia il prestito migliore da sottoscrivere. Non bastano infatti i tassi bassi, ma bisogna conoscere tutte le opzioni.